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I Dolenti di Domenico di Niccolò dei Cori - Scoprire Siena

I Dolenti di Domenico di Niccolò dei Cori

dolentiIl gruppo ligneo raffigurante i Dolenti (la Madonna e San Giovanni Evangelista) fu realizzato dal senese Domenico di Niccolò dei Cori (1363 ca.-1450/53) tra il settembre del 1414 e gli inizi del 1415. Grazie a minuziose ricerche documentarie, si è scoperto che le due figure erano destinate ad affiancare un Crocifisso trecentesco in noce, lungamente venerato come risulta da questi documenti, all’interno della Cattedrale di Siena. Il gruppo, considerato da importanti studiosi come Giovanni Previtali e Alessandro Bagnoli il capolavoro dell’artista, dopo alterne vicende, si trova oggi nel Museo dell’Opera.

Tradizionalmente attribuite al Vecchietta, solo le suddette ricerche documentarie hanno svelato realmente il nome dell’artista che le realizzò. Le due figure, dalle forme massicce e monumentali, sono solcate da pieghe nervose e increspate, elementi tipici della scultura di primo Quattrocento. Fortemente espressivi e quasi patetici sono tanto i volti, che manifestano tristezza, dolore e rassegnazione, quanto le mani. Anche la bocca e gli occhi delle due figure contribuiscono a rendere tangibile questo dolore che le figure vogliono esprimere.

dolenti 2Secondo una prassi lungamente consolidata per la scultura lignea, mentre Domenico di Niccolò dei Cori si occupò di intagliare il legno, il pittore Martino di Bartolomeo dipinse con levigata morbidezza le due figure. Il gruppo in questione è stato restaurato in più di un’occasione: in particolare si ricorda l’intervento del 1987, reso necessario dalla mostra allestita a Siena e incentrata sulla scultura dipinta, durante il quale si rimosse la patina di fumo di candela che offuscava i due pezzi.

Domenico di Niccolò dei Cori, scultore da considerarsi tra i più dotati della stagione tardogotica senese, deve il suo curioso soprannome all’opera che lo rese sostanzialmente celebre nella città del Palio: il monumentale coro intarsiato nella cappella nuova del Palazzo Pubblico di Siena tra il 1415 e il 1428.

Credits: Archivio Fotografico Fondazione Musei Senesi